Le Razze di LOT

Gli Angeli sono i figli e l’emanazione della Dea Themis. Esseri di Luce, incarnati e scesi su Lot per volere della Dea stessa, in quanto, dotati di vera fede, diffondono la "voce" della Dea su Lot.
Luminosi, eterei ed inconsistenti quando sono in stato astrale, simili agli umani quando si manifestano in forma fisica, si differenziano dagli umani per le ali e la luminosità.
Hanno un’altezza media di 1,80 cm ed un peso medio di 75 kg. Sono dotati di mente e fluido luminoso, linfa vitale, che tengono in vita l’Angelo, mentre sono sprovvisti di qualsivoglia altro organo interno.
Essendo esseri incarnati, ne consegue che possono essere feriti: il fluido che fuoriesce dalle ferite è luce smagliante. Gli Angeli hanno la prerogativa di rigenerare i tessuti, in tempi compatibili con le lesioni subite.
Umili e disponibili verso il prossimo, ma combattivi e determinati se necessario. Intelligenti ed intuitivi, dotati di grande senso di giudizio e di giustizia, equilibrati e saggi. Si adattando ad ogni situazione, ad eccezione del male e della parte oscura, infatti, nei luoghi maledetti, perdono parte del loro potere e della loro luce. Hanno un rapporto positivo con tutte le razze che non risultino dedite al male.

Temuti per la loro forza fisica, i Demoni di Lot appaiono spesso in forma umanoide. L’altezza in genere varia dal i 1,70 a 3 metri. Il loro peso è praticamente doppio rispetto a quello di un umano normale della stessa altezza in quanto formati interamente di necroplasma, dal peso specifico elevato.
Alcuni posseggono grandi ali da pipistrello, zanne, corna, artigli, e forme quasi bestiali; altri, invece, sono umanoidi, anche di bell`aspetto, ma dalla malvagità innata. Questa loro legame con il male li porta ad indebolirsi terribilmente nei luoghi consacrati.
Non avendo organi interni i Demoni sono immuni alla fame, alla sete, al veleno. Nelle loro vene scorre un liquido acido altamente corrosivo. Il loro unico organo è il centro dell’anima dove viene racchiuso lo spirito del Demone, unica sua fonte di sostentamento e centro del suo pensiero; l’ubicazione di tale organo è scelta durante il rito di evocazione ed imprigionamento dell’anima nel corpo ospite. Spesso violenti e cinici, sono maestri nel combattimento e nella distruzione.

Gli Elfi Drow sono degli Elfi che, nei secoli passati, si sono rifugiati sottoterra, dimenticando e rinnegando lo spirito solare degli Elfi, e mutando il loro fisico.
Caratterialmente sono superbi e puntano al potere personale e della propria razza, che considerano superiore caratteristica ereditata dagli oramai lontani Fratelli Elfi, che odiano. L’amore per la natura si è trasformato in rispetto, poiché raramente riescono a provare sentimenti come l’amore.
Fisicamente sono più gracili degli Elfi: hanno la pelle nera ed i capelli chiari, anche bianchi. I loro occhi sono chiari, ma possono arrivare ad essere rossi: queste piccole fessure, fosforescenti al buio, permettono loro di vedere nell’oscurità delle caverne e della notte. La loro società, di struttura matriarcale, sfrutta la conoscenza della magia, insita nella propria razza.

Gli Elfi, caratterizzati per l’amore nei confronti della natura, la rispettano e la proteggono. Fisicamente sono esili: la loro altezza varia dal 1,60 m. ai 2.00 m., con un peso che varia tra i 40 ed i 80 kg.
Non risentono di alcuna malattia conosciuta, e la loro longevità li porta a vivere fino a 1000 anni, questa caratteristica li porta a vivere ciò che li circonda con molto distacco.
La loro innata eleganza li porta ad essere visti, da molti umani, come creature di incredibile bellezza, il cui fascino e grazia li porta a muoversi, in qualsiasi ambiente, come se fossero a loro agio, mentre alle altre razze possono apparire altezzosi e distaccati con tutti.
Difficilmente intrattengono rapporti con esse se non per necessità, la maggior parte di essi vive chiuso nel mondo elfico e né esce solo per adempiere al compito assegnatogli dalla Dea.
Amano la luce e la vita all`aria aperta: le loro dimore, immerse nei boschi, si distinguono dalle altre per essere sempre integrate in maniera perfetta con la natura tanto che un occhio inesperto non riesce a distinguerle dall`ambiente circostante.
Difficilmente li si incontra in luoghi chiusi, a meno che non sia per loro necessario recarvisi. Abili anche nell`arte della guerra, compensano la loro "debolezza" fisica con l`intelligenza, l`agilità e l`astuzia. La magia che li ha creati scorre nel loro sangue rendendoli naturalmente predisposti ad essa.

Del piccolo popolo fanno parte le Fate: esseri costituiti da energia, materializzati nel nostro mondo con piccoli corpicini, che variano dai 10 ai 50 cm, muniti di ali che permettono loro di volare. Nel loro corpo non scorre sangue, ma una "linfa Vitale" simile al sangue per colore e consistenza.
Possono essere ferite esattamente come gli umani, ma la linfa ha il potere di rimarginare la ferita in modo molto rapido, anche se una perdita troppo consistente della stessa può portare la fata alla morte. L’energia che le compone, le porta a vivere fino a quando questa non si esaurisce.
Vi sono Fate che risaltano sulle altre per la loro allegria, contagiando spesso chi sta loro intorno. Alcune sono sensuali, accattivanti, amano mettere in imbarazzo le persone. Vi sono anche quelle malinconiche per natura, delicate, fragili più delle altre, sono fate buone per eccellenza. Altre ancora sono sincere romantiche e sognatrici. Poi vi sono quelle dispettose, diffidenti, scaltre, vanitose per eccellenza, seduttrici e convincenti.

I Folletti sono piccoli esseri legati intimamente alla natura e agli animali, custodi inconsapevoli di arti arcane e antica e segreta saggezza.
Adorano burle, giochi e dispetti di ogni tipo e alcuni sono maestri nell`arte delle illusioni. Sono curiosissimi di tutto, giocherelloni, molto sensibili ed empatici. Possono donare la fortuna, la felicità e la voglia di ridere, ma per ottenere la loro benevolenza bisogna trattarli bene, altrimenti si rivelano spietati, dispettosi e vendicativi, soprattutto se ricevono offese.
Hanno un animo molto mutevole e bizzarro che spesso non consente di prevederne i comportamenti.
La pelle richiama i colori del sottobosco, hanno orecchie a punta, occhi rossi, alcuni di loro le ali, sono alti da 1 a circa 50 cm. Si racconta poi che nelle loro vene scorre sangue nero...

L’ingegnoso popolo degli Gnomi si diletta negli studi, che siano questi di alchimia, di ingegneria, o di architettura; amano le pietre preziose e adorano lavorarle per ottenere splendidi gioielli.
Tutte queste attitudini, li avvicinano al popolo dei Nani, così come l’amore per gli scherzi, li avvicina al popolo dei Kendot. Le burle e i piccoli scherzi che combinano servono, a detta loro, ad alleggerire lo spirito, che è sempre così serio per il modo di affrontare gli studi; ma amano moltissimo anche i giochi di parole, con i quali mettono alla prova la loro vivace intelligenza.
Nonostante questo ambito del carattere sono portati ad essere un po’ sospettosi, e decisamente riservati, nei confronti delle razze più alte, come umani, angeli o mannari. Quando si distaccano dal buonismo del gruppo, possono arrivare ad essere confusionari e dispettosi alle volte imbroglioni: l’intelligenza non gli fa difetto.
Fisicamente sono alti intorno al 1,00 m. e pesano 20 kg. circa. La loro pelle scura contrasta con i capelli biondi e gli occhi blu, che risaltano moltissimo.

Le buffe creature, chiamate Hobbit, sono alte in media 1,00 m., e pesano intorno ai 50 kg. Come è intuibile adorano, non solo cucinare, ma anche mangiare o bere.
Tutto ciò che sta attorno alla ritualità del mangiare rende l’ospite Sacro: dalla qualità del cibo, al numero dei pasti e per finire all’abbondanza delle portate.
Altro loro amore è l’erba pipa, una particolare qualità di erba da fumare con la pipa.
Particolari sono i vestiti: coloratissimi, panciotti e bermuda per i maschi, scialle e gonna per le femmine, ma nessun tipo di scarpa, poiché i piedi tendono ad essere molto grandi e pelosi.
Caratterialmente sono un popolo bonario e pacifico; sono spensierati e gioiosi, ma terribilmente diffidenti per ciò che non conoscono o che reputano estraneo.

I piccoli Kendot sono dei personaggi davvero particolari. Sono degli eterni bambini, curiosi, sempre allegri, totalmente irresponsabili e poco saggi - anche se caratterizzati da un’intelligenza particolarmente viva -, pronti a rischiare ed a mettersi in discussione piuttosto che annoiarsi o a divenire troppo seri.
Sono decisamente logorroici: amano raccontare le loro storie o bravate anche a chi ha di meglio da fare.
Anche le loro fattezze fisiche ricordano quelle dei bambini umani: arrivano ai 1,50 cm. e pesano intorno ai 40 kg, ma la loro longevità li porta fino a 150 anni. Amano portare i lunghi capelli, generalmente chiari, raccolti in una coda alta sulla testa.
Il loro essere socievoli li porta a trovarsi bene con tutte quelle razze disposte al dialogo ed agli scambi culturali, soprattutto quando per scambi i kendot intendono un prendere qualcosa in prestito senza avvertire il proprietario dell’interessantissimo oggetto.

I Mannari di Lot sono una razza molto legata alla Natura, della quale si ritengono i difensori.
Sono di carattere orgoglioso, testardo e facilmente irritabile; generalmente riescono a tenere a freno i propri istinti animali, tranne che con il plenilunio durante il quale subiscono l’influenza della Luna che li porta a trasformarsi.
In questo periodo per loro diventa impossibile l’uso delle arti arcane, poiché la coscienza viene ridotta di molto per dare libero sfogo alla forza.
La forma animale, che la maggior parte dei Mannari assume, è quella di lupo, ma vi sono alcune rare eccezioni che mutano in orso oppure in vari tipi di felino.
Nella forma umanoide sono praticamente indistinguibili dagli umani veri e propri, mentre nella forma mutata di animale antropomorfo è ben difficile non notarli, visto che superano i 2,5 metri d‘altezza e sono piuttosto robusti; in ogni caso, quando assumono la forma animale, sono generalmente piuttosto grossi rispetto alle dimensioni medie di un normale animale.
I Mannari sono la razza vivente più forte, inoltre, posseggono l’agilità e le caratteristiche peculiari degli animali in cui mutano, per questo sono ottimi guerrieri, anche se spesso indisciplinati; ma non disdegnano di interessarsi allo studio di tutto ciò che riguarda la natura.

I Mezzelfi rappresentano l’unione di due razze totalmente diverse per fisicità e carattere: essi tendono a riassumere in sé tutte le contraddizioni che possano coesistere in queste due razze pur formando individui a se stanti per carattere e fisicità.
Prendono l’energia e l’inventiva degli umani, e la grazia e l’amore per la natura, degli elfi. Possono incorre in intolleranze da parte di entrambi i gruppi; ma, nonostante questo, possono convivere bene con i progenitori.
Non hanno un tipo di carattere in particolare, ma sono di solito molto bislacchi e la loro natura di "sangue misto" li rende adattabili a quasi tutti i luoghi o situazioni.
Fisicamente possono presentare le caratteristiche di entrambi i genitori, più o meno marcate di uno o dell’altro a seconda delle stirpi: la loro altezza varia da 1,50 m fino ad 1,90 m, ed il peso fra i 35 ed gli 80 kg.
Anche il colore della pelle quindi può variare dal chiaro (tipicamente elfico) al più o meno scuro; gli occhi sono solitamente chiari, in tutte le sfumature che fanno dall’azzurro al verde, anche se si possono trovare mezzelfi con gli occhi marroni; i capelli variano dal biondo al moro, ed inoltre alcuni possono avere la barba e i baffi.
A seconda di quanto la natura elica ha inciso su di loro posso essere più o meno longevi, ma la vita media di un mezzelfo e in genere di 500 anni...

L’orgoglioso popolo dei Nani è caratterizzato principalmente da ottimi guerrieri e strateghi. Sviluppando la loro cultura nelle caverne e nelle grotte, in cui hanno scavato per cercare minerali da lavorare abilmente, hanno imparato ad essere solitari e diffidenti verso gli stranieri; ma questo non impedisce loro di essere generosi con chi imparano ad amare, sanno apprezzare i gioielli, e questo li porta, alle volte, a divenire abili mercanti o avidi ...
Sanno essere molto testardi e cocciuti, ma questo li porta spesso a raggiungere le mete prefissate; così come il loro senso della giustizia può trasformarsi raramente in sete di vendetta.
Tutto questo viene portato dal loro estremismo puro: per un Nano non esiste il grigio, ma solamente il bianco od il nero.
Fisicamente sono tozzi e compatti: riescono a pesare anche 100 Kg (come un umano), pur non superando 1,30 m.; anche per loro i maschi sono i più massicci e pesanti.
La loro pelle è abbastanza scura, al contrario dei capelli che possono anche essere castani chiari, portati lunghi quasi ad uniformarsi con le immancabili barbe. La loro età riesce a giungere fino ai 400 anni.

Gli Umani governano la terra di Extremelot.
Nel Granducato di eXtremelot questi rappresentano il gruppo più versatile che possa esistere: possono essere astuti politicanti od abili guerrieri, devoti Chierici od avidi Mercenari, preparati Alchimisti o poeti Mecenati.
Anche fisicamente riescono a distinguersi per una varietà infinita di caratteristiche: l’altezza va da 1,50 m. fino mediamente ad 1,90 m. ed un peso dai 50 ai 100 kg, con i maschi più alti e massicci delle femmine; la pelle può sfumare dal molto pallido fino al nero; ed i capelli dal bianco al nero, passando per il rosso, variando fra lisci, ricci o semplicemente mossi.
Inoltre gli uomini sono caratterizzati da una spessa peluria sul viso, barba e baffi. La loro età è decisamente breve rispetto a quella di altre razze, raramente vivono fino ai 100 anni.

Umani maledetti a camminare per sempre sulla terra, i Vampiri sono, a tutti gli effetti, cadaveri la cui anima non può raggiungere il Paradiso, in quanto intrappolata nel proprio corpo.
Ogni loro organo è morto ed in quanto tale, atrofizzato ad esclusione del cuore e del cervello: il primo serve solo a mantenere la propria umanitas, in quanto non più in grado di pompare sangue (infatti il corpo morto, senza il cuore non sarebbe mai in grado di amare ed è proprio grazie a questo che, qualunque particolarità caratteriale che il Vampiro abbia posseduto in vita, rimane in parte anche nella morte); il secondo si crede sia la residenza dell’anima intrappolata. Nonostante l`assenza di organi, mantengono il sistema nervoso, e come tale percepiscono e soffrono, anche se il loro dolore è istantaneo, mentre in un essere vivo può durare giorni e giorni.
Tutta la non vita del Vampiro si impernia sul sangue: rappresenta il suo alimento e la sua fonte di potenza. Solitamente il Vampiro necessita di mordere un essere vivente per sostentarsi una sola volta al giorno e la qualità del sangue assimilato ha conseguenze specifiche sul suo corpo.
Inoltre, il Sangue del Vampiro non scorre nelle vene o nelle arterie, che risultano vuote, bensì risiede in tutto il corpo attraverso un processo chiamato osmosi, processo che il Vampiro stesso è in grado di utilizzare per controllare mentalmente ogni goccia di sangue posseduto esattamente come un mortale sia in grado di controllare il proprio braccio destro (maggiore sarà il controllo sul proprio sangue, maggiore sarà la sua potenza ).
Grazie a questo controllo il Vampiro è in grado di "bruciare" il proprio sangue per attivare i poteri e le trasformazioni. Il Sole ed il fuoco possono "distruggere" un Vampiro che, altrimenti, potrebbe rigenerare i danni normali. Il Taglio della testa libererebbe l’anima dal corpo.

Documento prodotto dalla
Accademia delle Razze di LOT
nell'Anno V - Mese 5° - Giorno 19°